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GIOVEDÌ 28 MAGGIO 2026
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SPORT · ANDREA MALDERA

Andrea Maldera, ct in Ucraina: vita a Leopoli tra sirene e app missili

Il nuovo commissario tecnico dell'Ucraina, Andrea Maldera, racconta la sua quotidianità a Leopoli, tra allarmi, app per missili e la consapevolezza che gli eroi dello sport sono i giocatori.

Andrea Maldera al lavoro dal rifugio sotterraneo di Leopoli, Ucraina Foto
Il ct Andrea Maldera opera da un hotel blindato a Leopoli, tra sirene e app missili.

Chi è Andrea Maldera, il nuovo ct dell’Ucraina

Andrea Maldera, figlio del leggendario Gino Maldera, è stato nominato il primo commissario tecnico straniero nella storia del calcio ucraino. Proveniente da una famiglia di allenatori, ha portato con sé un bagaglio di esperienze che spazia dal lavoro al fianco di Massimiliano Allegri al periodo di crescita con Roberto De Zerbi.

Un rifugio sotterraneo come ufficio

Il tecnico vive attualmente in un hotel di Leopoli, trasformato in rifugio anti‑aereo. Qui, le sirene sono una colonna sonora quotidiana e un’app per il lancio di missili è diventata parte della routine di tutti i dipendenti. Nonostante l’ambiente ostile, Maldera descrive la situazione con un tono pragmatico, sottolineando che “qui i veri eroi dello sport sono i giocatori, non gli spettatori”.

Il legame con Shevchenko

Il rapporto con il capitano della nazionale ucraina, Andriy Shevchenko, è stato decisivo per la sua scelta. Shevchenko, icona del calcio locale, ha convinto Maldera a prendere parte al progetto, promettendo un lavoro “basato su valori, rispetto e passione”. Il tecnico ricorda le prime conversazioni: “Shevchenko mi ha mostrato la città, le sue ferite e la sua voglia di risorgere”.

Ricordi di una dinastia calcistica

Essere figlio di Gino Maldera significa portare avanti una tradizione che ha segnato il calcio italiano per decenni. Andrea ha spesso citato i momenti condivisi con i grandi allenatori del paese, dal rigore di Allegri al metodo di De Zerbi, per spiegare il suo approccio tattico: “Un mix di disciplina, creatività e adattamento rapido”.

Le critiche al calcio italiano: scuola o giocatori?

Nel corso dell’intervista, Maldera ha sostenuto che la crisi del calcio italiano non è legata al sistema scolastico, ma alla carenza di talenti emergenti. “Mentre in Italia si parla troppo di ‘scuola’, la realtà è che mancano i giovani che vogliono mettersi in gioco”. Ha inoltre smentito l’accusa di “guardiolismo” – l’idea che i dirigenti siano più interessati al profitto che allo sport – definendola una “sciocchezza”.

Prospettive per il futuro

Maldera guarda al futuro con ottimismo. Crede che l’esperienza ucraina possa insegnare al calcio italiano l’importanza della resilienza e della capacità di operare sotto pressione. Il tecnico conclude con una nota di speranza: “Se i nostri giocatori sapranno affrontare le sfide come qui a Leopoli, il calcio italiano potrà rinascere più forte”.

Domande frequenti

Chi è Andrea Maldera?

È il nuovo commissario tecnico della nazionale ucraina e figlio del famoso allenatore Gino Maldera.

Dove vive attualmente Maldera?

In un hotel sotterraneo a Leopoli, trasformato in rifugio anti‑aereo.

Qual è il rapporto tra Maldera e Shevchenko?

Shevchenko ha convinto Maldera a prendere il ruolo, basandosi su valori di rispetto e passione.

Cosa pensa Maldera della crisi del calcio italiano?

Ritiene che la mancanza di giovani talenti, non la scuola, sia la causa principale.

Cosa intende per "guardiolismo"?

È l’accusa che i dirigenti siano più interessati al profitto che allo sport, che Maldera definisce una sciocchezza.

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